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I ‘CAPILLARI’

A cura del dr. M. Forzanini, Specialista in Angiologia e Chirurgia Vascolare

quartiere Primo Maggio 183

25126 Brescia -  tel  030 – 3757707

 

I ‘capillari’, correttamente definiti teleangectasie, sono dilatazioni permanenti delle venule del microcircolo del tessuto adiposo sottocutaneo alterato dalla cellulite. Colpiscono gli arti inferiori e la loro genesi è diversa dalla couperose del viso o dagli angiomi che colpiscono gli arti, il tronco, il collo e il viso. Si distinguono in base alla loro forma e alla visibilità della venula che li nutre e li sostiene (vena nutrice).

Alla base delle teleangectasie c’è la cellulite e quindi la prevenzione si basa sugli stessi principi. La ritenzione idrica svolge un’azione di sovraccarico sul microcircolo che, alla fine, cede e dilata i capillari sul loro versante venoso. Spesso, ma non sempre, coesiste una patologia varicosa, che va trattata per prima.

Una buona diagnosi clinica è in genere sufficiente per impostare la terapia corretta, ma a volte si rende necessario un ecocolordoppler venoso per escludere patologie di base.

Trattare i capillari non è semplice e i risultati migliori si ottengono da chi ha più esperienza in merito. Tra i tanti metodi disponibili nessuno è in grado di ridurre la comparsa di nuovi capillari nel tempo, che è invece affidata ai metodi di prevenzione. Lo scopo della terapia è quello di ridurre e far scomparire i capillari presenti sulle gambe, in modo che non siano più visibili almeno ad occhio nudo e ad un metro di distanza.

La scleroterapia rappresenta ancora il metodo di base necessario per trattare i capillari più profondi e riconoscibili dal loro tipico colore bluastro. Attraverso l’iniezione nel capillare o nella venula che lo nutre) di un farmaco si ottiene una lesione della parete del vaso che nel tempo (quattro-sei settimane) va incontro a sclerosi, cioè trasformazione in un condotto chiuso, a sua volta riassorbito dall’organismo. La metodica non è esente da rischi (allergie al farmaco, iperpigmentazioni…) anche se questi sono molto rari, soprattutto con i farmaci attuali e in mani esperte. E’ una metodica ambulatoriale e indolore.

Il laser è il metodo più recente e migliore per le forme di capillari più superficiali riconoscibili dal colore rosso vivo. E’ anche il metodo di scelta per i capillari più fini e piccoli, difficilmente sclerosabili. Si ottengono ottimi risultati senza rischi, ma il limite è rappresentato dal costo del macchinario che incide sul costo della seduta. E’ un metodo indolore. Il laser è invece l’unica forma di terapia oggi accettabile per la couperose e gli angiomi, che rispondono con risultati sorprendenti

La diatermocoagulazione è attualmente in disuso, anche se occorre riconoscerne l’importanza storica soprattutto per angiomi e couperose.

Ovviamente l’associazione delle metodiche permette un più ampio e completo trattamento.

Per maggiori informazioni: mario.forzanini@tin.it      tel: 030 – 3757707

 

Esempio di capillari della coscia, prima e dopo il trattamento

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